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Nasce il "club del motore a combustione interna" (anche a idrogeno) i cui membri sono Toyota, Subaru, Mazda, Kawasaki e Yamaha.

UN TEAM PER SALVARE I MOTORI - La Toyota non è da sola nella missione di salvare il buon vecchio motore a combustione interna: al gruppo globale capitanato da Akio Toyoda si sono infatti uniti Subaru, Kawasaki, Yamaha e Mazda. Questa collaborazione a cinque è stata annunciata sul circuito di Okayama, nel Giappone occidentale, che vede Toyota correre con un’automobile dotata di motore convenzionale modificato per funzionare a idrogeno invece che con i convenzionali benzina, gasolio o gas. Il connubio idrogeno e competizioni era già stato enfatizzato da Aiko Toyoda che anzi aveva guidato personalmente una Corolla a idrogeno nel campionato Super Taikyu Series 2021 (qui per saperne di più) e continuerà nel campionato. La squadra dei cinque costruttori si popone di a mantenere in vita i motori a combustione interna usando sia l’idrogeno sia i combustibili bio.

VERSO LA NEUTRALITÀ RISPETTO AL CARBONIO - ll manifesto di questo gruppo è sintetizzato in questa frase: "Toyota crede che le scoperte tecnologiche, come l’uso dell’idrogeno, possano dare ai motori a combustione interna una nuova prospettiva di vita, salvando posti di lavoro e l'ambiente. È un dibattito sulla strada migliore per la neutralità del carbonio”. Un comunicato stampa congiunto spiega poi che "Promuovendo un'ulteriore collaborazione nella produzione, trasporto e utilizzo di carburanti in combinazione con motori a combustione interna, le cinque società mirano a fornire ai clienti una scelta più ampia". Le automobili a batteria non sono lasciate da parte e Subaru puntualizza che “lungo la strada che porta alla neutralità rispetto al carbonio, Subaru e Toyota stanno promuovendo sforzi che includono l'elettrificazione dei veicoli introducendo i veicoli elettrici a batteria Subaru Solterra e Toyota bZ4X (qui per saperne di più) sviluppati congiuntamente, il cui lancio globale è previsto a metà del 2022". 

IDROGENO E BIODIESEL DA CORSA - Il programma di questo gruppo di costruttori è partecipare a gare che utilizzano carburanti a emissioni zero, esplorare l'uso dei motori a idrogeno nei veicoli a due ruote e in altri veicoli e partecipare ai campionati utilizzando motori a idrogeno. Mazda prevede di gareggiare ST-Q della Super Taikyu Race a Okayama con il suo concept SPIRIT RACING Bio Demio dotato di motore SKYACTIV-D diesel di 1,5 litri che funziona con il carburante diesel, fornito da Euglena, derivato al 100% da biomassa. Anche Subaru e Toyota testeranno in gara nella Classe ST-Q veicoli, rispettivamente la BRZ e la GR86, alimentati da carburante sintetico derivato da biomasse. Toyota continua inoltre nello sviluppo, in collaborazione con Yamaha (per prototipi, test in gara, certificazione e studio della combustione) e Denso (per l’iniezione e le candele) di un motore endotermico che funziona a idrogeno. Quest’unità ha già partecipato a tre gare (la Fuji Super TEC 24 Hours Race, la Super Taikyu Race di Autopolis e la SUZUKA S-TAI) e correrà nella Super Taikyu Race a Okayama, con un team di piloti che comprende anche il presidente e ceo di Toyota Akio Toyoda.

MOTO E CENTRALI ELETTRICHE A IDROGENO -  Kawasaki Heavy Industries e Yamaha Motor valuteranno una ricerca congiunta per lo sviluppo di motori a idrogeno per veicoli a due ruote. In particolare Kawasaki ha sviluppato tecnologie per produzione, trasporto e l'utilizzo dell'idrogeno lungo l'intera catena di approvvigionamento e attualmente sta conducendo test di trasporto verso il Giappone di idrogeno a basso costo in grandi quantità prodotto dalla lignite australiana. L’azienda ha inoltre sviluppato un generatore di energia elettrica a turbina alimentato al 100% da idrogeno. Yamaha sta sviluppando la tecnologia del motore a idrogeno per un possibile utilizzo nei suoi veicoli a due ruote, per i quad ROV e altri prodotti. Kawasaki Heavy Industries e Yamaha stanno poi considerando di sviluppare congiuntamente un motore a idrogeno per un possibile utilizzo nei veicoli a due ruote ed è prevista l’adesione futura di di Honda e Suzuki. Ricordiamo, per inciso, che la combustione dell’idrogeno in un motore non è completamente a zero emissioni locali: a differenza di quanto avviene nelle fuel cell, la combustione ad alta temperatura della miscela aria-idrogeno genera ossidi d’azoto che vanno quindi abbattuti come avviene nei motori convenzionali.

LE TRE SFIDE PER L’IDROGENO - Toyota pensa anche ai processi di produzione e trasporto dell’elemento più leggero dell’Universo. Per la produzione sta collaborando con Fukuoka City, che fornirà a Toyota idrogeno derivato dal biogas delle acque reflue con un procedimento collaudato ormai dal 2015. Si tratta di idrogeno “verde” in quanto prodotto usando biogas ed energie rinnovabili. Per il trasporto del gas che verrà usato Super Taikyu Race a Okayama, si utilizzeranno camion di Toyota Transportation alimentati dal biocarburante prodotto da Euglena. Toyota sta inoltre collaborando con Commercial Japan Partnership Technologies per lo sviluppo di rivestimenti in composito rinforzato con fibra di carbonio per alleggerire le bombole ad alta pressione. L’automobile in sé sta facendo notevoli progressi, con il suo motore che è ormai più potente di un motore a benzina di cilindrata simile. La raccolta e l’elaborazione dei dati, poi, è stata potenziata e ha permesso persino di ridurre il rifornimento del “carburante” portandolo sotto i due minuti. 

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