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Passata un po' sottotraccia, lontano dai riflettori e nelle stanze dei bottoni ha sollevato un particolare interesse la scelta fatta alla Cop26 dall'Italia, che insieme agli altri big dell'auto europei (Germania, Francia e Spagna) non ha firmato il patto per lo stop alla vendita delle auto con motore termico entro il 2035.

Le ragioni del "no", sposato anche da molti colossi dell'auto, sono spiegate ora direttamente da Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico, che ha rilasciato alcune dichiarazioni sulle pagine del Corriere della Sera, in un articolo firmato da Federico Fubini.

Solo elettriche? No

“Dobbiamo affrontare la transizione ecologica con un approccio tecnologicamente neutrale”, fa notare Giorgetti, secondo cui “decarbonizzare non può diventare sinonimo di elettrico”. “Tutti vogliamo combattere l’inquinamento – continua il ministro –, vivere in un mondo più sano e compatibile con l’ambiente e, per questo, non possiamo bocciare altre strade in modo pregiudiziale”.

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